''Era bella, bellissima e quando all'improvviso ha alzato lo sguardo ho capito cosa le era successo:
qualcuno aveva preso la sua autostima e ci aveva fatto a botte, qualcuno aveva preso i suoi desideri e ci aveva giocato a nascondino. Qualcuno doveva averla portata al limite della sopportazione, delle forze, dell'amore. Aveva gli occhi brillanti e lucidissimi, ma persi, lontani, trafitti da un'assenza accecante.''
[cit. Susanna Casciani]
Una cosa che faccio spesso è segnarmi su fogli volanti le frasi che mi colpiscono. Non importa da dove provengano le parole, le segno e basta su pezzi di carta e mi ritrovo sempre con la borsa piena di parole che qualcuno ha messo assieme in una composizione linguistica carica di significato. Ho così tanti foglietti sparsi che ogni volta che ne rileggo uno è come se leggessi un pezzo di me. Sono piccoli pezzi di me che si rivedono in quelle parole. Ebbene quando leggo questa frase in particolare mi domando sempre se qualcuno vedrà mai me così, o meglio diciamo che mi domando se qualcuno possa vedermi bellissima anche se sono come il resto della frase. Una volta mia mamma mi ha detto che la stima che gli altri hanno di noi è direttamente proporzionale alla stima che io ho di me stessa; secondando questa teoria nel mio caso si tratterebbe di un intervallo numerico negativo che va da -1 a non si sa dove, ma il punto non è questo. Il punto è che nei libri, nei film, nei manga ecc. le persone distrutte sono le migliori. Vorrei poterci credere almeno vorrebbe dire che in un certo senso nella mia devastazione io sono la migliore.
"Cadono foglie di ghiaccio freddo.''
Ichigo Eilin Lash ©

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